Giorno 1:
Il mio Lucca comics 2025 inizia così, con la sconfortante consapevolezza di non vedere, nemmeno da lontano, nessuno dei “grandi” ospiti in programma.
La qualità degli invitati all’evento toscano cresce ogni anno, ed è direttamente proporzionale al numero di visitatori in continuo crescendo.
Una folla sorridente, colorata e composta, intasa ogni strada, via, piazza, rendendo difficile ogni spostamento.
Un tripudio di armature improbabili, cappelli giganti, spade di cartapesta, stormtroopers improvvisati bloccano l’intera città, restituendo però uno strano senso di appartenenza e di sicurezza; fra nerd ci si protegge a vicenda.
Piove… bella la poggià eh! Anche poetica, ma sempre bagnata è, “eccheccazzo”!! (citazione toscana)
Nell’olimpo di quelli che posso considerare i miei idoli c’è lui, John Romero: un archetipo, il simbolo di ciò che ha reso per me, il videogioco, più di un semplice passatempo. DOOM e QUAKE non erano più solo “giochini” passatempo ma opere piene di arte e tecnica, erano caotici, geniali, istintivi! E il tutto danzava tranquillamente sopra ad un sistema con MS-DOS, dove già era un miracolo far funzionare PRINT SCREEN, figuriamoci evocare demoni, MAGIA!! O almeno magia per me che avevo un 386 ed un monitor che scaldava più del termosifone.
Bene, faccio fede alla forza di volontà che solitamente non mi contraddistingue e, caparbio più di Max Payne (ok lui andava avanti anche se distrutto fisicamente ed emotivamente, io sono solo bagnato, affamato e con urgente bisogno di andare in bagno), provo a triangolare la posizione di John.
L’applicazione ufficiale per l’evento funziona poco e comunque non è in tempo reale. Instagram è la soluzione! Un TAM-TAM di storie e reel mi portano a localizzarlo al padiglione Carducci dove allo stend di Mondiversi attraverso una pseudo intervista che pare essere organizzata al volo, presenta la traduzione del suo libro “DOOMGUY” Io il libro non ce l’ho, potrei andare a recuperarlo al punto vendita ma mi perderei la possibilità di avvicinarlo. E quindi? Passo in modalità stealth e guadagno posizioni fra il pubblico riuscendo a sedermi in prossimità del palco su una porzione di cubo di plastica. In vita mia non ho mai incontrato uno spigolo così spigoloso! Ma resisto. ascolto tutto, l’intervista si rivela poco interessante, quasi apatica, non gli rende giustizia insomma!
Poi, finalmente, finisce. Tutto ciò che ha un inizio, ha anche una fine… anche le interviste noiose. prima che Romero lasci il palco, stacco un salto rendendo fiere le mie jordan, atterro sul palco e lo abbraccio… si abbraccio John Romero!! Mi giro e cerco freneticamente l’obbiettivo del telefono di DONNALEBOWSKI, fingendo un sorriso e provando a non piangere per l’emozione (o per lo spigolo che ancora sento piantato nel coccige)
Poi lo ringrazio e provo a confidargli che si, nel 94 avevo una copia di DOOM, ma che era pirata e mi giustifico spiegandogli che successivamente ne ho comprata una originale.
Mi ricambia con un sorriso che sembra davvero sincero o, molto probabilmente si starà sforzando per non ridere del mio inglese.
La foto del secolo è fatta!! Missione compiuta, da questo momento il mio Lucca comics sarà tutto in discesa.
E invece no, uno strano delirio di onnipotenza mi assale, voglio il libro e voglio anche l’autografo!!
Giorno 2:
Recuperato il tomo allo stand, dove confermo l’antipatia per l’organizzatore dell’intervista di ieri, mi incammino verso la chiesa di santa qualcosa.
Una struttura religiosa gigantesca che, per l’occasione è stata trasformata in una specie di set televisivo dotata di schermi luci e microfoni, mancano solo i popcorn ma siamo pur sempre in una chiesa….. per dio.
La fila per entrare copre tutto il perimetro di sto duomo., mi sembrano km, e adesso?? E adesso torna in gioco DONNALEBOWSKI, la mia eroina, che con il suo pass magico mi trascina li davanti in primissima fila insieme a tutti i professionisti della stampa e gli addetti al settore. Il bambino in me urlava “guarda mamma, come quelli bravi!!!”
Oggi è tutta un’altra storia, l’atmosfera è diversa e tutto è vestito di una professionalità per niente scontata e j. È libero di esprimersi e di raccontare quello che per tutti noi è leggenda. Mi godo tutto, ogni istante, ogni parola, ogni suo movimento e, a fine evento, so già che dovrò ripetermi in
una prestazione simile a quella di ieri. Peccato che la missione di oggi è a tutti gli effetti un level up:
Punto primo l’intervista avviene ai piedi di un altare ad un paio di metri di altezza, punto secondo
l’organizzazione prevede un plotone di stewart e di addetti alla sicurezza vestiti come Leon di Residente Evil, ma armati solo di walkie-talkie
Tento il tutto per tutto ma un braccio di uno stewart che avrà un terzo dei miei anni, che fra non molto faranno mezzo secolo, mi si para davanti con un “da qui non si passa, si esce di la!”
Ultimo colpo, l’urlo disperato: “jooooooohn” sventolando il libro. Mi guarda, sorride! Lo stesso sorriso di ieri, mi piace credere che mi abbia riconosciuto ma, più probabilmente, è una persona a cui viene facile sorridere (cazzo se fossi John Romero sorriderei tutto il giorno anche io) abbandona gli organizzatori con cui sta parlando, si avvicina a me e con un pennarello che ho comprato un quarto d’ora fa a 2 euro e 20 mi firma il libro
Con un font gotico: “JOHN ROMERO” con tanto di pentacolo che, eseguito sotto ad un altare, è pura poesia!

Mi stringe la mano, con due mani!! Ancora quel sorriso e scompare da una via laterale.
Resto li con lo scritto in mano, il cuore pieno e la certezza che per oggi ho vissuto un piccolo miracolo da
videogiocatore
Side quest completed: “YOU WIN”
Grazie John
Grazie Donna lebowski
Grazie Lucca