10 Marzo 2025
Doverosa promessa: io non ammetto nessuna cosa già vista;
purtroppo è la mia debolezza e forse è il motivo per cui nonostante abbia visto
una quintalata di film è raro che io dica – wow - invece che - mmm- .
Detto questo cerco di dare sempre atto a quello che ho visto, quindi proverò a farlo con “The substance” in questione.
“Hai mai sognato di avere una versione migliore di te?”
Questo è il claim che apre la trama del terzo film di Coralie Fargeat. E si, puoi
sognare una nuova te prendendo questa sostanza che ha tutto il potere di creare
una doppia versione di te, ma più bella, più giovane, più tutto!
L’unico compromesso è dividersi il tempo concesso tra la
nuova e la vecchia te. Ed Elisabeth Sparkle (Demi Moore) star della tv in
declino non vuole che altro!
Il film è presente e tiene bene, per tutti i 141 minuti, la simulazione
tra il vecchio e il nuovo. La duplicità è ben mantenuta anche nella decisione
dei colori e del loro eccessivo contrasto, come a definire bene quando sia
tutto e troppo.
Tecnicamente non sono riuscita a non pensare a Cronenberg, però come direbbe una persona a me cara “Cronenberg con lo stesso budget fa tre film e una vacanza” e come dargli torto. Nella fattispecie le varie scene di rimando al body horror mi sono piaciute molto. Insomma soldi ben spesi.
Con la scena finale a venirmi in mente è stato anche Lynch con
il suo "Elephant Man". Però Lynch ha tenuto in vita tanti cinefili come me,
quindi un omaggio lo vedo solo d’obbligo.
Diciamo che nel 2021 “Titane” di Julia Ducournau è riuscita ad aprire le porte, anche quelle di Cannes a questo genere di film, permettendo anche a "The Substance" di varcarne la soglia. Tuttavia questo mi mette un po’ di paura perché poi il mainstream ha sempre ucciso in maniera molto abile tutto ciò che ha preso in mano, rendendolo un “capolavoro”, glorificando e quindi banalizzando tutto quello che c’è stato prima.
Detto questo ho visto Demi Moore nuda e questo mi basta,
altro che Margaret Qualley!
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