16 Ottobre 2022
“Il ciccione dice che ci metterà il crack ai mini Snickers. Mi sa che gli è partita la brocca e non cambierà mica idea. Ehi Robbie, notizia flash, il crack è come rocce, e le rocce non le puoi mica spiaccicare nei mini Snickers perché poi gli si rovina il formato mini. …”
Siamo alla fine di Yellow Street, la strada più brutta che si è mai vista, ed oggi è Halloween. Ad Halloween puoi essere quello che vuoi, ma la cosa più bella è che in questo giorno, anche i ricchi poppanti dal culo bianco si inoltrano fino a qui.
E lo sa bene Robbie, Jody, Dag e persino la piccola Midget che quando quei dolcetti saranno nelle zucche di plastica di quei bambini, non ci sarà più il tempo per farsi domande o per sentirsi meglio, neanche dopo un patetico sorriso finto.
È un romanzo semplice, ed è questo che fa più male. A raccontare in prima persona tutte le vicende è Jody, un adolescente in balia di sé stesso che trova il senso di una famiglia da Robbie, trentunenne con un passato altrettanto disperato. A Yellow street troverà un punto di riferimento anche Dag, studentessa modello, all’apparenza. E poi, poi c’è la piccola MIdget che mai nessuno ha sentito parlare e che vede negli insetti la sua unica dimensione.
Non si può spiegare cosa lascia questo romanzo. Ogni pagina suda di desolazione e tu lettore assisti impotente e smarrito agli eventi.
È difficile schierarsi e non lo fai. Qui gli adulti sono i cattivi, i “robocop”, mentre i ragazzi sono le cavie del loro opportunismo e del loro mondo contraffatto.
In queste pagine, fin dall’inizio ti accorgi che non ci sarà una via di fuga o un lieto fine, tantomeno una redenzione.
Ecco, no la redenzione non è proprio contemplata: in questa notte di Halloween si regoleranno i conti.
Con “Zucchero Amaro” non aspettatevi un horror nei suoi archetipi, però aspettatevi ugualmente l’orrore.Nessun commento!
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