20 Ottobre 2025By

Autore: Elio Gonella |
Casa Editrice: Urania Mondadori |
Voto 4 su 5
Amici della fantascienza, toglietevi di dosso la polvere cosmica e mettetevi comodi: Elia Gonella ha vinto il Premio Urania con "Occhi dal cielo", e il perché è chiaro. Questo romanzo è un viaggio che parte dalle Dolomiti (sì, quelle che si vedono nelle cartoline) e finisce dritto nel vostro cervello a seminare il panico esistenziale.

Siamo nel 2034, e il mondo, diciamocelo, sta andando a rotoli (grazie, crisi climatica!). Ma ecco che la Natura, con un senso dell’umorismo discutibile, ci regala una mummia preistorica. E non una mummia qualsiasi, ma una con un terzo occhio alieno, palpitante, incastrato nel petto. Gonella praticamente ci dice: "Pensavate che i problemi fossero solo il riscaldamento globale? Surprise! "

Il protagonista, Daniele De Torres, è un ingegnere che lavora con le interfacce uomo-macchina. In pratica, è uno che già parla con i computer, e ora si ritrova a dover chattare con un occhio millenario. La trama è una bomba a orologeria: mescola l’indagine scientifica più seria (roba da gente che ha studiato) con le visioni più allucinate.

Perché mi è piaciuto? Perché Gonella non ha paura di schiacciare il pedale del Weird. Non è fantascienza da manuale, è quel tipo di fantascienza che ti fa guardare il tuo smartphone e pensare: "Aspetta, e se anche il mio schermo avesse intenzioni più grandi?". L’autore tiene un ritmo serrato e, soprattutto, sa come creare una tensione che non ti molla: sei lì a sperare che Daniele risolva il mistero, ma allo stesso tempo temi che, risolvendolo, l’umanità scopra di essere l’ultima ruota del carro cosmico. Un tripudio di intelligenza e inquietudine, condito da un’ambientazione italiana che non guasta mai.

E dopo esserci ripresi dallo shock del terzo occhio dolomitico, Urania ci fa un altro regalo: il racconto vincitore dell’Urania Short, "La sfera degli dèi" di Giuliano Olivotto.

Pensavate che il volume fosse finito? Illusi! Olivotto prende la palla (o meglio, la sfera) al balzo e ci spara addosso un’altra piccola, ma cattivissima, idea fantascientifica. Non è il solito riempitivo da fine libro, è il classico racconto che ti fa dire: "Caspita, c’è materia per un intero film qui!".

Se Gonella ci ha fatto temere il ghiaccio e l’archeologia, Olivotto ci fa guardare il cielo con ancora più paranoia. È una micropillola di sci-fi concentrato, un gioiello di narrativa breve che ti dimostra che i migliori concetti stanno spesso nello spazio più piccolo. È il colpo di grazia intellettuale che ti convince definitivamente: la fantascienza italiana sta decisamente meglio di quanto pensassimo.

 Una degna chiusura che ti lascia con la bocca aperta e la testa piena di stelle!

COMMENTI

Da: Giuliano Olivotto | 21 Ottobre 2025 16:16

Alessandra 😍 che parole stupende le tue! Wow. Non sai quanto sono felice di questo tuo riscontro

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